L’Isola delle Rose oggi

15 02 2010

Qesta ke segue è una pagina e delle foto tratte pubblicate sul sito del Dive Planet, scuola subacquei di Rimini, x gentile concessione di Figlia Giuseppe ke mi ha autorizzato a qesta ripubblicazione.


Foto dell’Isola ancora in costruzione.

Proprio nei giorni in cui ricorre il 40° compleanno dall’affondamento del “libero stato dell’Isola delle Rose”, neanke a farlo apposta il Dive Planet Rimini e Pesaro con il suo Staff di “Cacciatori del Mare Adriatico”, hanno ritrovano i resti della piattaforma in cemento e ferro dell’Isola delle Rose. Ricercata da + di 20 anni da tutti i sub della zona e nn, ke si dannavano a cercarla nel posto sbagliato, i resti dell’isola si sn offerta in tutta la sua bellezza e particolarità.

Appena scesi abbiamo subito capito di averla ritrovata, infatti subito abbiamo potuto imbatterci in diverse strutture come parti di mura in mattone pieno,

Parti di mura in mattone pieno si trovano nell’area dell’affondamento.
ancora parti di mura in mattone sempre nell’area dell’affondamento.

e a seguire, putrelle in ferro, sassi da riempimento e 2 grosse boe ke sono servite al Genio della marina x delimitare la zona prima di farla esplodere con il tritolo.

Putrelle di ferro contorte ke si trovano nel sito 1.
Putrelle di ferro contorte ke si trovano nel sito 2.

Qesti ritrovamenti ed altri, confermati dallo stesso Ingegner Rosa il “papà” dell’Isola delle Rose, il qale commosso ha potuto dire ke qello ke avevamo visto e ritrovato era proprio la sua isola. Ora la zona è diventata uno delle escursioni di immersione x l’originlaità e data la varietà biologica del sito ke nn smette di stupire.

L’Isola delle Rose (in esperanto Insulo de la Rozoj) fu una piattaforma artificiale nel mare Adriatico (al largo di Rimini,  al di fuori delle acque italiane),

Era visitata ogni giorno da decine di turisti.

ke nel 1968 venne proclamata dal suo fondatore, l’ingegnere bolognese GIORGIO ROSA, Stato sovrano.

Il fondatore dell’isola.

L’esperienza dell’autoproclamata Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose durò poke settimane, durante l’estate dello stesso anno.

L’ingegner Rosa con i giornalisti.

La piattaforma sorse a 6,27 mgl (11,612 km) al largo della costa italiana, in prossimità di Torre Pedrera, nel comune di Bellaria, dunque a circa 500 metri al di fuori delle acque territoriali italiane. L’Isola confinava esclusivamente con acque internazionali, a eccezione del lato sud-ovest dove avevano limite le acque territoriali italiane. L’Isola delle Rose si era data un “governo”, formato da una Presidenza del Consiglio dei Dipartimenti e da cinque Dipartimenti, suddivisi in Divisioni e Uffici. Vi era il Dipartimento Presidenza, con a capo Antonio Malossi; il Dipartimento Finanze, presieduto da Maria Alvergna; il Dipartimento Affari Interni, con a capo Carlo Chierici; il Dipartimento dell’Industria e del Commercio, capeggiato da Luciano Marchetti; il Dipartimento delle Relazioni, con a capo l’avvocato Luciano Molè; infine il Dipartimento degli Affari Esteri aveva al vertice Cesarina Mezzini. L’Isola delle Rose adottò come propria “lingua ufficiale” l’esperanto, x sancire nettamente la propria sovranità ed indipendenza dalla Repubblica Italiana, nonké x ribadire il carattere internazionale della nuova Repubblica.
Rosa nn era un esperantista e la scelta dell’esperanto come lingua ufficiale gli fu consigliata da un esperantista bolognese. L’Isola delle Rose adottò uno stemma rappresentante 3 rose rosse, con gambo verde fogliato, raccolte sul campo bianco di uno scudo sannitico, così come descritto dalla Costituzione.

Gagliardetto dell’isola.

Da notare ke lo stemma fu riprodotto sul bordo superiore dei foglietti filatelici e riprendeva gli stessi colori (verde, bianco e rosso) della bandiera italiana, ma, invece di rappresentare 4 rose raccolte a bouquet, ne riportava solo 3. Venne istituita anke una bandiera di colore arancione caricata al centro dello stemma repubblicano.
Inoltre fu adottato come “inno” (Timoniere! Smonta di guardia!), cioè il Chor der Norwegischen Matrosen dalla prima scena del terzo atto de l’Olandese Volante di Richard wagner. L’Isola delle Rose si dotò di una divisa monetaria x i francobolli: il “Mill” (al plurale “Mills”), ke fu tradotto in esperanto come Milo (al plurale Miloj). Il valore del Mill, all’epoca, doveva essere corrispondente a qello della lira italiana, con un cambio 1:1, alla pari: il minor valore di francobolli x posta ordinaria era di 30 Mills qando in Italia era di 30 lire, e i foglietti con 10 valori da 30 Mills, eqivalenti qindi a 300 Mills, erano venduti a 300 lire, mentre i singoli francobolli da 30 Mills affrancati su busta e annullati con timbro e data a 150 lire.

Francobollo dell’isola.
Busta annullata dall’ufficio postale dell’isola.

Doveva esserci anke un valore “Ros”, equivalente a 100 Mills/Miloj e, qindi, a 100 lire. Ma qesta divisa x le monete nn fu mai attuata.
L’Isola delle Rose nn “emise” mai, in conio e stampa, monete e cartamonete, anke se c’era l’intenzione di battere monete metallike commemorative. L’Isola delle Rose “emise” un certo numero di francobolli (due serie in cinque emissioni).
L’Ufficio Postale aveva sede in Via Georges Bizet n. 3 sull’Isola delle Rose.

Tantissime pubblicazioni in questi 40 anni.
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